Coronavirus, Corbetta (Lega): “Basta insulti alla sanità lombarda

Coronavirus, Corbetta (Lega):  “Basta insulti alla sanità lombarda

Coronavirus, Corbetta (Lega):

“Basta insulti alla sanità lombarda, qui abbiamo sempre accolto i pazienti di tutta Italia e stiamo lottando con coraggio”


Milano, 25 marzo - “Davvero incredibili le accuse di Fedele Clemente, ex presidente del 118, che da Napoli non solo accusa il Nord, e la Lombardia in particolare, di non avere una sanità all’altezza di questa situazione ma critica l’intero sistema sanitario della nostra regione. Clemente deve solo vergognarsi: negli ospedali lombardi c’è gente eroica che non si tira indietro e mette a rischio la propria vita per curare i malati”. Così Alessandro Corbetta, consigliere regionale della Lega, che prosegue: “Cosa dovremmo dire allora dei sistemi sanitari del Sud, da cui predica Clemente? Non mi pare che negli ultimi 20 anni ci siano stati pazienti partiti dal nord per andare a curarsi negli ospedali del sud, ma è avvenuto l’esatto contrario. Il tanto vituperato sistema sanitario lombardo è quello che ha accolto nei propri ospedali centinaia di migliaia di pazienti provenienti dalle regioni meridionali del Paese, tanto che si parla di turismo sanitario, con strutture create proprio per questa tipologia di accoglienza destinate alle famiglie dei pazienti. Ma soprattutto il nostro sistema è quello che sta lavorando incessantemente per fronteggiare questo virus, con medici e infermieri preparati che rischiano di ammalarsi e lavorano senza sosta giorno e notte.”.
“Il sistema sanitario della Lombardia, bilanciato fra pubblico e privato, pur con tutti i suoi migliorabili aspetti, resta un modello che ha funzionato e sta funzionando anche in questa terribile emergenza”.
“Sicuramente la Lombardia – conclude Corbetta – non ha nulla da imparare dai sistemi sanitari della Campania, un sistema dove il 50% delle strutture sanitarie sarebbe sprovvista dei certificati previsti dalle norme. Il presidente De Luca questo lo sa ed è giustamente terrorizzato da ciò che potrebbe accadere in Campania se il contagio dovesse sciaguratamente arrivare agli stessi livelli che abbiamo qui”.