A Gallarate fermata banda per truffa di auto

Gli ignari clienti si vedevano raggirati dopo avere versato un acconto sull'acquisto dell'automobile. L’ammontare della truffa supera i 300mila euro complessivi.

A Gallarate fermata banda per truffa di auto

Tale somma di denaro è stata raccolta da Giorgia Ferrari - una ventiseienne sinti di Gallarate - nel giro di pochissimi giorni insieme alla sua banda vendendo macchine prestigiose in un autosalone "fantasma" che fingeva di essere attivo nella compravendita di veicoli.

A marzo la Ferrari e gli altri suoi complici erano stati colpiti da un’ordinanza cautelare, Ferrari ora è agli arresti domiciliari e il 19 comparirà davanti al gup Francesca Zancan per l’udienza preliminare.

«Siamo sereni», commenta l’avvocato Francesca Cramis, «la mia assistita ha fornito ampie spiegazioni agli inquirenti durante l’interrogatorio». La ventiseienne aveva messo in piedi il business a Mestre, dove nessuno la conosceva.

Ferrari Motors era il nome del concessionario, dietro alle vetrate c’erano auto tedesche di classe medio-alta che la banda mostrava e faceva provare ai clienti: Bmw, Audi, Mercedes usate come esca, proposte a un prezzo di mercato quasi stracciato che faceva gola agli acquirenti. Sui siti internet venivano pubblicizzate come usati di importazione, poi però le carte di circolazione risultavano fasulle.

Ferrari - legale rappresentante della società - e i suoi tre collaboratori più stretti che come lei si preparano all’udienza del 19 agosto, riuscivano a far sottoscrivere contratti di compravendita (falsi), a farsi versare le caparre e in alcuni casi anche a saldare l’intero valore del veicolo.

Qualcuno arrivò pure firmare un bonifico di 30 mila euro, dopo aver già lasciato un acconto. La stessa macchina veniva così venduta a più clienti: intascati i soldi gli imputati sparivano.